domenica 29 novembre 2009

Crisi Natuzzi e del mobile arredo: nuove prospettive


Giovedì 26 novembre. Santeramo in colle
“Può il lavoro ridursi a merce”? Cosa dire a tutti i lavoratori della Natuzzi, e non solo a loro, presenti all’incontro. Quali saranno gli sviluppi futuri e le iniziative che le Istituzioni, le associazioni categoria e organizzazioni sindacali decideranno di prendere per rilanciare l’economia di un’intera area.
Punto di partenza è lavorare tutti insieme all’interno del Distretto produttivo pugliese del mobile arredo.
Questo nuovo approccio condiviso comporterebbe la presa in carico di tutta la situazione del settore mobile arredo, di cui il salotto è una componente e di cui Natuzzi è uno dei tanti imprenditori. La nascita del distretto produttivo del mobile arredo è stata voluta dalla Giunta Vendola con la legge regionale del 2007, come ha riferito il prof. Capriati consulente economico della presidenza della Regione. Con questa legge si riusciti a mettere in insieme tutti coloro che si occupano di mobile arredo, creando un nuovo legame di partnership tra imprenditori, enti, Università e lavoratori.
La svolta da eseguire è nell’ investire in ricerca e innovazione del prodotto e del processo, per fare questo la Majellaro, rappresentante della Confindustria e del Distretto del mobile arredo, ha voluto ribadire l’importanza dei progetti presentati alla regione Puglia affinché si possa avviare ad un nuovo ciclo per l’intero comparto, non solo del salotto.
Ma Natuzzi e i posti di lavoro? Questo problema, che finalmente sembra aver trovato la giusta cornice in cui essere inquadrato con la nascita del Distretto del mobile arredo, deve essere affrontato con i vertici dell’azienda che, purtroppo, è sempre chiusa nel suo recinto di richieste di aiuti senza un vero piano industriale. La Regione, ha spiegato il consigliere regionale di Sinistra e libertà M. Ventricelli, è pronta ad intervenire ma dalla Natuzzi deve giungere una proposta di rilancio degli stabilimenti con il mantenimento dei livelli occupazionali, difficilmente la Regione potrà finanziare accordi di programma che prevedono licenziamenti. Il consigliere Vetricelli ha voluto poi fare una riflessione sui danni provocati dal ritardo dell’istituzione dei distretti produttivi, la legge regionale del 2007 è stata una vittoria sudata dal centrosinistra perché le passate legislature regionali si sono sempre opposte a questo sistema di legame tra le imprese. Oggi stiamo pagando i ritardi causati da chi ha voluto avere rapporti diretti con i vari “Natuzzi” senza far prevalere le ragione e i diritti del territorio al quale bisogna ora restituire dignità con un doveroso risarcimento fatto di nuove opportunità di lavoro.
Le proposte emerse dal dibattito possono avere un seguito, ciascun tra i rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni degli imprenditori e sindacali ha preso coscienza del proprio livello di responsabilità, importanza e ruolo nella vicenda, ora ci si aspetta la collegialità delle scelte per essere più rapidi nel risolvere questa grave situazione.

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